adolescenti | Il bisogno e la necessità di una competenza emotiva

12066-rabbia-emozione-utileCi si arrabbia.
I nostri giovani adolescenti si arrabbiano con un impeto che noi forse abbiamo dimenticato e ci difendiamo rispondendo con un'autorevolezza che nasconde forse le nostre fragilità derivate dall'impotenza a rispondere correttamente a questo stimolo emotivo che tanto poco ci piace.

Ma che cosa è realmente la rabbia?
La rabbia è una delle emozioni primarie che fanno parte di noi e ci hanno tutelato nell'evoluzione fino ad oggi. Le emozioni sono i nostri istinti primordiali che ci difendono dal mondo esterno attivando il nostro corpo in ogni sfera: pensiamo alla paura, ad esempio. Di fronte a uno stimolo che ci suscita paura, il nostro corpo inizia a produrre adrenalina, si contraggono i muscoli, le gambe si irrigidiscono: il nostro corpo, affiancato dalla nostra mente, è pronto alla fuga, all'evitamento del pericolo.
Rabbia, gioia, sorpresa, disgusto e paura sono le nostre emozioni, di ogni essere umano. Pensiamo che in alcune tribù indigene e aborigene, sono stati condotti degli studi che dimostrano che le espressioni che compaiono sui nostri volti nel momento in cui fisiologicamente proviamo un'emozione sono identiche in ogni angolo di mondo, anche dove non vi sono contaminazioni di mass media. Insomma, le emozioni sono universali e prescindono da cultura, estrazione sociale e identità.
La rabbia è un'emozione che permette al nostro essere di crescere, di non soccombere alle prevaricazioni, di esprimere e affermare la propria identità, ecco perché i nostri adolescenti ne hanno un bisogno smisurato.
Per loro - che in questa fase particolare della vita hanno un bisogno assoluto di affermarsi - la rabbia è un canale che permette loro di esprimere la loro distanza dalle figure genitoriali cercando il proprio essere.
È giusto esprimere la rabbia, magari con scoppi d'ira, oppure insegnare ai nostri giovani a gestirla?
Da alcuni studi emerge che la maggior parte degli adolescenti provenienti da un ceto sociale non molto elevato e poco scolarizzati, ritengono che lo scoppio d'ira sia quasi sempre giustificato e difficilmente riescono a controllare i loro impulsi.
Che cosa hanno in comune però tutti quei giovani che scoppiano in agiti d'ira, talvolta incontrollati, oltre ad una rabbia ovviamente divenuta ingestibile?
Semplice, ma empiricamente dimostrato: le competenze emotive, in particolare l'empatia. L'empatia, è quella capacità che ci permette di comprendere le emozioni dell'altro, l'empatia è un processo mentale che ci permette di "essere con l'altro".
L'empatia rientra in quella parte dell'intelligenza emotiva, che come ogni altro tipo di intelligenza, va educata, sviluppata e costantemente allenata.
Ecco perché noi adulti anche in questo caso dovremmo rappresentare quel ponte che permette ai nostri giovani di collegarsi con le emozioni altrui, iniziando a rispettare e riconoscere le proprie emozioni.
Dovremmo insegnare (e dare l'esempio) ai nostri giovani a gestire le frustrazioni, educandoli a difendere sempre la propria autostima, senza cadere nella spirale della collera, dar loro modo di apprendere come trasformare l'energia collerica in attività costruttive, spiegare loro che coltivare rabbia porta a violenza, sopraffazione e distruzione.
Forse il primo passo da compiere è quello di emozionarci con loro e per loro, proteggendo la parte più umana di noi, quella più ancestrale e potente. Tu chiamale se vuoi, emozioni.

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