Cinque (o quattro) per mille, che cos’è?

45-5_per_milleIl cinque per mille quest'anno compie 10 anni. Venne infatti introdotto a titolo sperimentale dai commi 337-340 dalla legge 23 dicembre 2005 n. 266 (legge finanziaria l'anno 2006). Ma che cos'è esattamente? È una quota dell'IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) che lo Stato italiano ripartisce tra enti che svolgono attività di rilevanza sociale. È il cittadino che sceglie a chi destinarlo al momento della dichiarazione dei redditi, indicando il codice fiscale dell'organizzazione beneficiaria. Il risultato del 2006 - anno in cui sono presenti anche i Comuni come categoria di beneficiari - è sorprendente. Hanno aderito il 61% dei contribuenti, superando l'8 per mille per un totale di contributi pari a oltre 400 milioni di euro.

Il cinque per mille rappresenta una forma di finanziamento delle organizzazioni non profit, delle Università e degli Istituti di ricerca scientifica e sanitaria che, a differenza delle donazioni, non comporta maggiori oneri, in quanto all'organizzazione prescelta viene destinata direttamente una quota dell'IRPEF.

Il cinque per mille garantisce al cittadino la possibilità di decidere a chi destinare una parte - il cinque per mille, appunto - delle proprie tasse, mentre solitamente è il Parlamento a decidere come spendere le tasse dei contribuenti.

Finora è stato previsto un tetto massimo per i contributi, un tetto che è stato innalzato da 250 milioni a 400 milioni, ma si è comunque rivelato sempre insufficiente a garantire il pieno rispetto della scelta dei cittadini. In effetti, oltre 16 milioni di italiani ogni anno decidono di destinare il loro 5 per mille per progetti di rilevanza sociale generando una ricchezza che supera il tetto massimo previsto. Ciò significa che il cinque per mille diventa il quattro (o poco più) per mille. Il settimanale del non profit, Vita, ha lanciato una raccolta firme per abolire il tetto massimo, come sembrava dovesse accadere con la Riforma del Terzo Settore voluta da questo governo. Se vuoi approfondire, leggi qui.