comunità crescere insieme | 100 decibel di felicità

mc3basica

Mi hanno regalata ad agosto.
Da quel momento ho attraversato tutta la casa, in particolare la stanza dove abito.
Vengo portata ovunque e dentro di me suonano musiche che raccontano tanto.
A volte la canzone che mio padre dedicava a mia mamma, prima che lui morisse.
Altre volte suono la musica di oggi che dà tanta energia e i ragazzi qui intorno cantano e ballano e fanno festa.
Altre volte, mi appoggiano sulla scrivania e mentre io suono loro studiano, e qualche grande mi viene a spegnere perché dice che io non permetto una concentrazione adeguata.
Non suono solo musica: racconto storie, esprimo emozioni e chiacchiero con la memoria di chi mi ascolta.
Sono anche molto di più. Sono una via di fuga da giornate difficili, sono appoggiata su una spalla, ma mi sa tanto che la spalla la faccio io. Io che divento ponte verso un mondo meno doloroso, dove non esistono le botte, né le urla.
Lei mi usa a un volume spropositato, spropositato in particolar modo per i grandi. Quando sono accesa, si chiudono tutte le porte, ma talvolta non basta e allora vengono ad abbassarmi, ma lei, di nascosto, mi rialza.
Lei mi adopera anche nel tragitto da scuola a casa e i grandi ci sentono arrivare ancora prima che suoniamo il campanello. Lei ha bisogno di farsi sentire e di urlare, vuole chiedere: "Qualcuno mi vede? Qualcuno mi abbraccia forte e per sempre?"
Mi accende spesso quando non riesce più a stare vicino agli altri ragazzi: si agita, urla, si scrive sulle braccia, sulle mani. Possibile che nessuno capisca?
Lei se lo scrive addosso. Si scrive: "ti amo, amore, io e te", e disegna stelle e cuori. Come a dire: terra e cielo, ovunque, basta che qualcuno mi tenga.
Lei che urla spesso, anche mentre scrive. Scrive con parole scure, grosse, in stampatello. Ha un potere immenso, riesce a far suonare anche le parole scritte.
Quando va a dormire, mi poggia sulla scrivania, accende la mia amica radio (povera amica, è tutta rotta, le mancano tanti pezzi, ma non abbandona la nostra compagna di vita), dà fuoco a una piccola candela, si infila nel letto e crolla in un sonno profondo.
Di notte non mi sembra che sogni, lei, i sogni, li fa tutti di giorno e fa una grande fatica a non mischiarli con la realtà. Perciò non ha le forze per sognare alla notte, è troppo stanca.
Io sono 100 decibel di felicità, la porta verso un mondo dove gli adolescenti non hanno paura di entrare. Lancio messaggi al mondo dei grandi.
Per lei, questo e altro.