comunità crescere insieme | caro diario

Agosto 2014.docxCaro diario, 
è una notte di un’estate qualunque qui in Via Madama e io sono come sempre qui appollaiato vicino all’educatore in turno, perché non si sa mai che si perda e abbia bisogno di un attimo di pace e di ritrovarsi. Sai, qui l’estate è un correre continuo: portano tutti i ragazzi ogni giorno ai centri estivi (oh, ma sono belli questi centri estivi! Hanno la piscina tutti i giorni e ci sono tantissimi altri ragazzini!) e li vanno a prendere... Poi stanno con i ragazzi più grandi e, insieme a delle brave persone che hanno molto cuore e tanta pazienza, insegnano l’italiano a quelli che arrivano da Paesi lontani e dovresti vedere come imparano velocemente! E’ bello ma anche strano vedere che ci sono dei ragazzi che hanno così tanta voglia di imparare, non ci sono mica più abituato!
E poi, caro diario, devi vedere dove li hanno portati l’altro giorno! C’era un grosso parco e un lago vicino molto bello e i ragazzi erano molto rilassati... Hanno sorriso e hanno detto che il Parco Antares di Candia li ha fatti proprio stare bene! E io ci ho creduto, perché non hanno mai litigato e non si sono mai detti parolacce, hanno diviso i panini e hanno cantato insieme! Quando succede così anche gli educatori sono più felici!
Dovevi vederli la scorsa équipe, sai quando si riuniscono tutti insieme per parlare di tutto e parlano e parlano e non si stancano mai (ma io li vedo che hanno le occhiaie!): sono stati tre ore fermi, seduti e parlavano di numeri, conti… Non so bene come abbiano fatto, ma io mi stavo per addormentare dalla noia, quando alla fine ho sentito: “Evvai, allora il soggiorno estivo lo facciamo!” e tutti si sono bevuti il caffè e sembravano ancora più stanchi ma già pensavano a cosa e quando comprare e come far stare bene questi 7 ragazzi!
Comunque, in questo periodo mi sono sentito più utile del solito qui, perché hanno avuto molto bisogno di me. A volte, quando chiudono la porta dell’ufficio questi educatori fanno dei respiri e contano, ma contano tanto! Soprattutto quando la piccolina dice tante parolacce e secondo me lo fa per attirare l’attenzione… Ne fa di cose quella birba! Ho pensato che a volte lo faccia per essere sgridata così poi può chiedere le coccole quando chiede scusa. So che ti sembra strano, ma questi ragazzi hanno una sensibilità strana, che non è facile da capire. A volte fanno una cosa, ma ti stanno chiedendo l’esatto opposto. Una ad esempio vuole sempre uscire, ma qui ci tengono alle persone e le hanno detto di rimanere, di fermarsi… Ma lei nulla, vuole scappare. E allora sai cosa le ha detto l’educatrice l’altro giorno? (Roba da non credere!) “Io lo so bene che tu vuoi essere fermata” e quella ragazza è rimasta tutta ferma e tesa e ha cambiato espressione.
Vedi caro diario, dopo che gli educatori fanno telefonate, consolano, sgridano, parlano, cucinano, scrivono al computer robe strane, dopo hanno bisogno di me, e io sono sempre qui per loro. Ed è bello che loro mi usino ancora, nonostante le difficoltà e i giorni no. 
Io li ho capiti, questi educatori: hanno la passione dentro e mi portano ovunque sempre e comunque con loro. E io ne sono orgoglioso. 
Firmato, 
Sorriso