comunità crescere insieme | In partenza

images-4Ci vorrebbe il mare.

Lui vuole preparare la valigia cinque giorni prima: tutto in ordine e incasellato, tutto perfetto e pulito, perché l'ultima volta che ha visto il mare e ha fatto un viaggio era quello della speranza e ha avuto paura di morire. A fargli compagnia c'erano i limoni che aveva conservato perché in Egitto gli avevano detto che lo proteggevano dalle malattie. Quando ha avuto la febbre, la febbre da paura la chiamo io, allora ha succhiato tutti i limoni che aveva.
Lei ha voluto fare la ceretta sulle braccia e sulle gambe e la valigia la farà due ore prima di partire, dimenticando tutto. Poi ha voluto comprare il costume nuovo, per la sua ultima vacanza prima di entrare ufficialmente nel mondo degli adulti. Un costume da signorina, ma non da donna.
L'altra vuole già programmare le uscite e i giochi e il tempo, fosse possibile. Tutto deve essere fatto su misura per la sua stazza da ventenne e il suo cuore da bambina di undici anni.
Gli altri naufragano in balia dell'emozione di una partenza, di una prima vacanza, di una prima volta nella tenda...
Ognuno ha le sue emozioni: il bello è vederle tra i sorrisi e la mania di avere tutto, senza dimenticare nulla. A volte le vie di mezzo non sono facili, anche noi grandi lo sappiamo.
E io?
Io sono qui, guardo il cielo con una birra in mano, pensando che mi mancherà la mia birra. Mi mancherà la mia casa, mio marito. Odierò la tenda e i bagni in comune. Eppure un soffio di felicità attraversa la mia mente e il mio cuore. Sono forse matta?
Voglio che i nostri ragazzi abbiano le loro vacanze come ogni bambino o ragazzo: voglio che gli entri l'acqua salata nel naso e nelle orecchie e sorridano al rutto salato. Voglio che facciano la grigliata e facciano amicizia con gli altri ragazzi del campeggio e si buttino a giocare a "merda" a carte al baruccio accanto alla nostra tenda.
Voglio che sperimentino l'emozione di arrivare e il batticuore del tramonto e del saluto al mare l'ultimo anno.
Voglio che sperimentino le docce fredde e il gioco del fazzoletto in spiaggia e l'ombrellone che cade sul panino preparato la mattina.
Voglio che lavino nel catino le loro mutande e i loro calzini con il sapone di marsiglia.
Voglio che sentano il profumo dei pini marittimi e il suono del mare di notte.
Voglio poterli sgridare perché hanno provato a fare la verticale in acqua, voglio poterli ascoltare mentre si raccontano le storie di paura la sera tardi, prima di andare a dormire...
Vorrei tante cose per loro, ma saprò essere paziente e ascoltare le loro voci e i loro silenzi. Il resto verrà da solo, con l'aiuto del Cielo, del gruppo che mi ha sostenuta e i loro cuori puri. Vado, preparo la valigia.