comunità crescere insieme | Musica, emozioni, parole

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Quanto è importante la musica per i giovani adolescenti? Moltissimo.
E' la trama delle loro emozioni, la storia delle loro intimità, la coesione dei loro gruppi di appartenenza e la voce del loro crescere.

Li vediamo con i loro cellulari ascoltare musica, la loro musica, in ogni dove: a scuola, nella loro stanza e sui mezzi di trasporto. Secondo fonti ISTAT 2008, il 77.2% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 17 anni ascolta musica ogni giorno. (Approfondisci qui).

Talvolta nel loro linguaggio non ci sono parole per raccontarsi, ma la musica può farlo per loro. In essa, i ragazzi trovano un ponte, un mezzo di comunicazione, un tramite per narrare se stessi, una possibilità per sentirsi ed essere capiti e accolti. (Per saperne di più).

Da sempre ci si domanda quanto può influire la musica nella vita degli esseri viventi. Un esperimento racconta di due giardini, entrambi accuditi e innaffiati allo stesso modo. In uno però veniva messa la musica ogni giorno, nell'altro no. Ebbene, nel primo i fiori e le piante crescevano più rigogliose e colorate! Pensiamo allora che effetto può scatenare la musica su un adolescente che cerca la sua identità, si

sperimenta nel mondo e prova emozioni molto forti, potenti.

Si dice che alcuni tipi di musica, come la musica che i grandi chiamano "tunz tunz", ad esempio, piaccia ai giovani perché in realtà risuona il ritmo del battito cardiaco, come a urlare: "Batti vita, fatti sentire!".

La musica è magica: unisce culture, non conosce barriere e talvolta è terapeutica (sempre più diffusa è la musicoterapia). La musica è anche il segno indelebile di un momento di passaggio, di un "rito": chi di noi non ricorda il primo bacio ascoltando la colonna sonora che vi era in quell'attimo emozionante? Chi di noi non ricorda la canzone esatta e le parole esatte del primo concerto? La musica spesso, se non quasi sempre, tatua "la prima volta" di molte cose.

Non ci dobbiamo spaventare se i nostri giovani ascoltano idoli che non rispecchiano propriamente i nostri canoni di "educazione": è il loro modo per trasgredire e dare voce alla loro necessità di spiccare come individui diversi dai loro genitori. E' il processo di crescita. E' anche vero però che talvolta, chi ha un'identità più fragile, chi ha vissuto drammi che non ha potuto rielaborare, può fare di quell'idolo trasgressivo una voce deviante.
Noi adulti, forse dovremmo chiederci come e quanto "controllare" questo potente mezzo.Non può e non deve diventare un mondo dentro il quale nascondersi, un rifugio dalla socializzazione e dall'affrontare le prime grosse difficoltà.

Platone ci aveva visto lungo quando disse che la musica è la parte principale dell'educazione: il ritmo e l'armonia della stessa sono particolarmente adatti a penetrare l'anima.