Comunità Crescere Insieme | Questa è la storia di un ragazzo

Questa è la storia di un ragazzo che passa da via Madama, con la passione per il calcio e l’amore per i treni e i viaggi. In un giorno di marzo prende un treno e scappa da un orco cattivo che non era capace di volergli bene come lui desiderava. Il treno lo porta qui, al suo amato stadio della Juventus, la sua squadra del cuore. Inizia il suo nuovo viaggio in Crescere Insieme: la scuola, gli amici, gli educatori che “parlano troppo”… Tutto difficile, tutto in salita. Il nostro viaggiatore talvolta ha avuto paura, altre ha desiderato tanto avere qualcuno che parlasse la sua lingua. La notte amava addormentarsi con la luce accesa e la radio a fargli compagnia, il silenzio era troppo pesante e “faceva rumore nella testa”.

La sua risata forte e il suo cuore buono sono stati i protagonisti del suo viaggio durato sei mesi: ha imparato a nuotare, ha imparato ad aprire il cuore e a non avere paura delle persone perché non sono tutti orchi… Nel viaggio, qualcosa si perde, ma qualcosa si trova: lui ha lasciato la famiglia, ma ha trovato nuovi fratelli che pur avendo lasciato prima di Lui via Madama lo hanno cercato e sostenuto nei momenti più duri.

Il nostro cantastorie curioso è uno di quelli che parla molto e ha paura di guardare troppo negli occhi o essere guardato troppo: decideva lui come e quanto lasciarsi intravedere. In sei mesi è cresciuto molto: capelli, spalle, cuore e testa. Ha saputo ascoltare e provare a credere… Si è fidato: questo è il dono più bello che ci abbia fatto.

Il nostro viaggiatore è partito da poco, e giovedì sera lo abbiamo salutato con una cena: menù italiano, cena multietnica. In via Madama eravamo 19 cuori, 10 Nazioni, 10 Lingue, 10 Culture sedute allo stesso tavolo. Pakistan, Marocco, Albania, Camerun, Burkina Faso, Italia, Nigeria, Senegal, Mali, Santo Domingo. Un mondo in una stanza, un tripudio di colori ed emozioni che abbattono ogni diversità. Il mondo fuori urla con guerre e pregiudizi. Qui in Crescere Insieme non si fa politica: si aprono le porte e si miscelano pezzi di mondo. È questa la globalizzazione? È questa l’intercultura?

Non lo sappiamo. Quello che è certo è che in questo angolo di Torino, in via Madama Cristina, le diversità non sono ostacoli, ma ponti che conducono a un mondo migliore. Quello di giovani ragazzi approdati qui che ritornano per salutare, che arrivano, che partono... ma che hanno trovato un porto nel quale approdare e poter ripartire verso il loro viaggio, la loro strada, il loro mondo. Come il nostro piccolo grande viaggiatore.

A lui e ad ogni altro ragazzo passato di qui, auguriamo un avvenire di Luce, quella stessa luce che brilla nei loro occhi. Buon viaggio!