comunità crescere insieme | Sono sempre i sogni a dare forma al mondo

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Quando un minore arriva da una terra massacrata dalla guerra, allora trova spazio per essere aiutato e sostenuto. Come il nostro piccolo angolano che arrivato in febbraio ha imparato in tre settimane l’italiano e ha preso la licenzia media con la media dell’otto. Sì, di lui ci hanno detto che è un leader e che ha cambiato l’assetto della classe con la sua positività. Studiava sei ore al giorno con ogni educatore e con i volontari che si sono mobilitati per aiutarlo nel suo sogno: andare all’università. Un giorno ha detto: “Bisogna guardare avanti, il passato è solo la nostra linea di partenza, ma non bisogna guardarsi indietro” (tredici anni) . 
Poi però, c’è un’altra Guerra. Quella economica, quella della fame, della disperazione, della dignità. E qui arriva il nostro piccolo eroe dall’Albania. Sedici anni. Il suo sogno è l’università, è ridare dignità a suo padre, alla sua mamma che deve avergli preparato la valigia della speranza con tanta cura e tanto coraggio. Lui ha scelto di entrare non da clandestino nel nostro Paese. Non ha bruciato documenti, non ne ha comprato di falsi… E’ arrivato qui dicendo che voleva studiare e lavorare, perché la sua terra che tanto ama non ha più nulla da dargli. Lo Stato  lo rimpatria dicendogli senza riserve che qui non c’è spazio per lui, che non ci sono più soldi per aiutarlo. 
E’ stato poco in Via Madama, quattro giorni. Eppure ha lasciato tanto in noi educatori. Il senso dell’impotenza. La voglia ancora più forte di cambiare il mondo con la consapevolezza che possiamo solo affrontare e sostenere i bisogni dei più fragili. Ci ha lasciato la 
sua forza, il suo coraggio e soprattutto la sua dignità, sicuramente figlia dei suoi genitori e della loro educazione. Quella dignità che si consolida in quelle terre dove le bombe non sono ancora arrivate, grazie a Dio. La stessa dignità di chi non fugge da mine anti uomo, ma dalla povertà e dalla propria terra che non ha più futuro da offrire. 
E come il nostro piccolo eroe ci ha detto: “Lo so che anche l’Italia attraversa un momento duro, ma almeno mangiate… Altrimenti la gente lascerebbe con il cuore rotto la propria terra, come me.”
In Crescere Insieme non ci sono differenze: i sogni chiusi dentro quelle valige hanno tutti la stessa grandezza, quella di un Uomo che ha il diritto universale di rincorrere la felicità. E noi siamo a loro disposizione. Fino a quando ce lo permetteranno.