comunità mafalda | Lacca, fermagli, mollette, gel

SummertimeTun. Trock trock. La porta si chiude. Solo 2 mandate, sono più forti di 4. È diventato un rumore familiare, se non c'è, manca. Chiudo dentro gli abitanti o chiudo fuori il resto? Chiudo, è una casa. È anche la mia casa.

Entrando si sente profumo, e subito dopo l'aroma del soffritto. Aglio o cipolla, cosa si mangia oggi? E i bambini che ti corrono incontro, ti abbracciano, ti stringono, oggi si fa festa! Ti urlano a turno. 

Gli educatori girano per la casa, ognuno impegnato con il proprio compito, qualcuno impegnato a trovarne di diversi. I piccoli saltellano, col vestito buono e le scarpe nuove, Nadia non mi lascia posare nemmeno la borsa, la devo pettinare. 

Lacca, fermagli, mollette, gel. Prossima vita: parrucchiera. 

Nel frattempo, Nadia racconta la sua emozione, l'ansia di chi sarà al centro dell'attenzione. È preoccupata: mamma e papà ci saranno entrambi? E dopo come facciamo? Prima mamma e poi papà? In giardino? E se lui entra mentre sono con mamma? E tu starai vicino a me in chiesa?

Tranquillizzarla, rasserenarla, goditi la festa e pensa al sacramento che riceverai, che al resto pensiamo noi educatori. E certo, io starò vicino a te.

Suonano alla porta: scendo tre rampe di scale volando.

Trock Trock. 

Buongiorno carabinieri. Veniamo per Nadia, io salgo e il mio collega resta qui.

Alt, facciamo il contrario, sale quello in borghese, i bambini si spaventano. 

Va bene, indicaci la mamma e il papà di Nadia. E, giacché ci siamo, anche gli altri parenti. 

Non ci sono ancora, bisogna aspettare. 

Ok, allora in chiesa tu stai vicino a me e me li indichi.

Tun. Trock Trock. 

Fabio sale con me. Scale alla moviola per istruirlo: sarai un mio amico, quando i bambini chiederanno perché entri e chi sei. Come da copione, Fabio viene accerchiato, sulla porta: altro che metal detector. Controllo che non sbandi rispetto agli accordi, che non faccia domande e non ceda a quelle dei bambini, che un altro educatore sia in zona. Per fortuna, lui si scioglie e gioca a calcetto con Marco.

Cerco Nadia, per lei è ora di andare. Raggiungiamo a fatica la porta e a fatica lasciamo in casa la coda di pargoli festanti. Scendiamo le tre rampe, la sua manina sudata nella mia.

Trock Trock.

Fuori, sole, un sacco di gente, la piazza chiacchiera. Il carabiniere si è dissolto. Guardati intorno ma non troppo e non fermarti, non sai se ci sono e non è posto né momento perché si incontrino.

Ciao. Ciao. Auguri. Auguri. Come sei bella! Tanti gli amici, per fortuna discreti e pazienti, non si offendono del nostro passo veloce.

Nadia vieni, fai in fretta. 

Aspetta, voglio vedere se ci sono mamma e papà.

No, non aspetto, devi raggiungere i tuoi compagni e le catechiste in oratorio. Mamma e papà li vedrai dopo, lo sai. 

Lei mi guarda un po' delusa e un po' sollevata.

Nadia viene accolta festante dal gruppo di bimbi emozionati. È l'ultima, come sempre.

Fermagli, mollette. Sei bellissima. Ciao, a dopo... Vicino a te ci saranno Fabiana e Davide, io sto dietro per essere pronta per l'incontro con mamma e papà. 

Mezza verità, lei la annusa ma non lo dice, dice va bene con il tono di chi vuol farti sentire la più digustosa delle caccole. 

Sole, luce, capogiro, sorriso. Un buco nero all'altezza dello stomaco.

In mezzo alla gente, in mezzo alla piazza, eccoli lì.

Mamma fa un lieve cenno di saluto. Papà no. Si avvicina, chiede di vedere Nadia. Non si può, si sta preparando, deve attendere la fine, lo sa.

Me ne vado e non sento più niente, tanto non potrei essere d'aiuto. Buco nero allo stomaco, porta nel campo visivo, gli altri sensi dormono.

I Mafaldi mi aspettano. 

Tun. 

Qualcosa ferma la porta. Il cuore smette di battere. Il buco nero ti sta inghiottendo. Veloce pensi a chi manchi. Nessuno. Riapri, attenta. 

Il carabiniere s'è materializzato ora... Quello era il papà?

Sì.

Dietro, Alfonso, storico volontario, saluta calorosamente e dice di chiamarlo in caso di bisogno. Chi ha orecchie per intendere...

Tun.Trock Trock.

Chiaroscuro, fresco, urla familiari, il buco nero si scioglie.

Sono qui da mezz'ora e mi sembra un'eternità. 

Pipì per tutti! Ma a me non mi scappa, ma tu falla lo stesso, ma non mi viene, e allora poi non ti lamentare, dalla chiesa affollata non si può uscire a metà messa. Allora ne faccio un pochino. 

Andiamo.

Trock trock.