comunità Mafalda | L’arrivo

c774c5b0-e79c-4030-8cb9-373af8c6d10cIl campanile suona le 10. Squilla il telefono, e i Mafaldi riuniti quasi non lo sentono. Giovanni prende il cordless al volo: avete un posto? Per Nicola, 7 anni, dov’è non può restare.
Sì, ma… Nicola chi è? Quanti anni ha? Di cosa ha bisogno? Su quale progetto dovremo lavorare?
Giovanni viene interrotto, il Servizio ha premura, dirà tutto più tardi, quando arriveranno, al massimo alle 12.
Giovanni torna in riunione: annuncia l’annunciabile.
Il clima si è rotto, l’emozione e la professionalità bisticciano e si intrecciano. Bisogna finire la riunione, ma bisogna spostare il letto, prepararlo. E almeno un accappatoio, e lo spazzolino da denti, la spugna, ciabatte e pigiamino…
Ragazzi, prima finiamo, hanno detto che arriveranno per mezzogiorno. Per fortuna esistono i capi, che riportano l’ordine. Con fatica la riunione prosegue, tocca i punti nodali e si scioglie in tempo.
11.45: tutti a sparpagliarsi per la casa, il letto si veste di pulito, compaiono due bei peluche e un transformer, che pare piaccia molto a Nicola, ecco vestitini (chissà se andranno bene?), la spugna e lo spazzolino, la tazza per la colazione no, che se la sceglie poi lui tra le mille variopinte del nostro armadio che il Bianconiglio ci invidierebbe. Per la casa si sparge profumo di pasta al forno, il succo è nel frigo, le caramelle in fila ad attendere le sue manine.
Giovanni, ma è grande? O piccino di corporatura? Giovanni, ma te l’hanno detto il numero di scarpe? Giovanni, che scuola frequentava? Giovanni, dobbiamo allertare il medico?
Giovanni scuote sempre la testa, non sa, non gli hanno detto.
Povero Nicola, potremmo fare di più. Dovrà accontentarsi. Di nuovo. Di già. Dovrà farci il callo…
Il campanile suona le 13.
Giovanni, ma non dovevano arrivare alle 12?
Lui stavolta fa segno di sì, l’équipe si guarda senza bisogno di parlare. Il forno si spegne, altrimenti si secca tutto. L’aria è ferma, tutti pensano che il piccolo Nicola starà pranzando in qualche bar, se va bene, oppure starà assistendo a qualche scenata di cui si ricorderà per tutta la vita. Si decide che restino il capo, per l’inserimento, Giovanni, che sarà il referente, e Giada e Viviana, che sono in turno oggi. Inutile restare tutti.
Nicola arriva alle 15. Piccolo e gracile, tutto occhi. Giovanni lo accompagna nella sua stanza, lui si illumina: il transformer ha fatto colpo!
Dopo tante parole, Nicola resta a Mafalda mentre il Servizio se ne va. Saltella, attende gli altri bimbi, è curioso, ha uno sguardo in cui ci si potrebbe perdere. Sistema insieme a Giovanni le sue poche cose, preziosissime, e impara dov’è il bagno. A spiegargli cosa si può e cosa non si può fare, pensano i Mafaldini: come un uragano tornano da scuola, lo investono, lo girano e rigirano, tentano il furto mascherato del transformer, e Giovanni ricorda a tutti come ci si sente, appena arrivati… Un attimo di silenzio, i neuroni dei piccoli viaggiano più veloci. Dopo, tutti sono attenti a Nicola, ognuno gli fa da maestro per un pezzettino di strada e lui si ricava il suo primo posticino nel gruppo.
Nicola gioca tranquillo, Giovanni sa di poter andare. Temporeggia, gli sembra un tradimento. Ma Giada e Viviana se la caveranno benissimo. Anzi, Giada è già lì che gioca con lui, e Nicola ne approfitta per farsi coccolare.
Giovanni controlla il suo cellulare: i messaggi di Penelope, Maresa e Cristina si assomigliano, mescolano curiosità e preoccupazione amalgamati a partecipazione. Risponde loro che Nicola è arrivato e sta bene, entra a testa alta a far parte del gruppo.
Il cellulare squilla di nuovo, 3 volte: emoticons con sorrisi e baci.