comunità mafalda | Mafalda, la libertà e le regole democratiche

4231785-close-up-del-bambino-mano-che-regge-la-penna-e-la-scrittura-con-percorso-di-clipping-ombra-non-incluCreare un ambiente favorevole al racconto di sé. Aprire le menti e il cuore per accogliere tutte le parole e i significati che i bimbi vogliono regalarci. Questo vogliamo fare, qui, a Mafalda.

La libertà di espressione è parte integrante della nostra società, della nostra civiltà. In virtù di essa, sin da bambini si ha il diritto di dichiarare il proprio pensiero, seppur potenzialmente sgradevole per l’altro, senza temere ripercussioni che non siano nella dimensione del dialogo, della discussione, della relazione.

Queste riflessioni, che da sempre accompagnano il nostro lavoro quotidiano con l’infanzia, in questo periodo, alla luce dell’attentato terroristico al periodico Charlie Hebdo a Parigi, assumono un colore più forte e definito, una connotazione più politica, e non solo pedagogica. A noi sono venute in mente due implicazioni fondamentali tra questo terribile episodio e il nostro impegno educativo.

La prima. Tutte le volte in cui noi operatori prendiamo in mano una penna per scrivere ciò che osserviamo e raccogliamo intorno a noi e metterlo insieme in una relazione sui nostri piccoli, dobbiamo ricordare che le parole hanno una forza e una precisione, che non possono essere usate a caso ma vanno scelte con cura, che dobbiamo includere nei nostri rapporti anche ciò che ci spaventa, anche ciò che potrebbe non piacere a chi leggerà le nostre parole, e, infine, innanzitutto, che la disattenzione è una mancanza inaccettabile e che l’omissione, nel nostro lavoro, è una colpa e può avere delle conseguenze gravi per il destino di un bambino.

La seconda. Cerchiamo di educare i nostri bambini all’assunzione individuale di responsabilità, a una disposizione in cui al rispetto delle regole democratiche segua naturalmente la costruzione di una società più civile, dove non sia indispensabile il ricorso al memento della punizione affinché venga ottenuto il rispetto. Dobbiamo educare i nostri bimbi alla libertà attraverso il gioco e l’esempio, per porre i mattoni di un mondo in cui ognuno possa esprimere le proprie idee senza temere di essere discriminato, escluso, picchiato o addirittura ucciso a causa di questo.

In merito, vi segnaliamo il testo scritto da Gherardo Colombo, ex magistrato, ed Elena Passerini, formatrice, dal titolo “Imparare la libertà. Il potere dei genitori come leva di democrazia” edito da Salani e vi rimandiamo all’articolo del Sole24Ore.