Le cooperative nel mirino delle crociate dei “grillini”

Sui quotidiani (La Stampa e Repubblica) di ieri 14 ottobre, è stato dato spazio a una posizione del gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle (i cosiddetti “grillini”) secondo la quale la cooperativa Crescere Insieme, assieme ad altre cooperative, avrebbe goduto per tre anni dell'assegnazione del servizio di assistenza domiciliare del Comune di Torino, in maniera illegittima poiché senza alcuna gara d'appalto.

Attraverso la segnalazione di rapporti di parentela tra presidenti di alcune cooperative e funzionari pubblici, viene adombrata l'ipotesi di illeciti alla base di tale assegnazione, che lasciano intravedere un possibile intrico di interessi.

Occorre innanzitutto sottolineare che il regime di proroga - originato da un problema organizzativo del Comune che non era pronto a bandire il nuovo accreditamento - ha danneggiato economicamente le cooperative sociali, impedendo il necessario adeguamento delle tariffe. Pare, quindi, quanto meno curioso essere finiti tra le organizzazioni sulle quali i "grillini" chiedono chiarezza.

Non solo è curioso, è anche disonesto. I soci delle cooperative sociali hanno versato alle cooperative un capitale che oggi consente alla città di garantire ai residenti alcuni servizi sociali fondamentali. In virtù di questo, dovrebbero ottenere il rispetto da parte di tutti, in particolare da parte di coloro che sono stati votati per rappresentarli.

Evidentemente siamo incappati in un'iniziativa elettorale nella quale le operazioni tese a raccogliere voti e consenso non si sono fermate di fronte al rischio di costruire scenari falsati, finendo così per danneggiare persone e imprese, in nome di un'“onestà” e di una “meritocrazia” che non hanno alcun ruolo in questa vicenda.