Dona il tuo 5 x 1000 – Scrivi 02467680019 nel modulo per la dichiarazione dei redditi

AENOR
Privacy Policy

La nostra cooperativa è in salute, parola di CERVED

B1.2 - è questa la classificazione (il cosiddetto rating) che abbiamo ricevuto in questi giorni da CERVED, agenzia di rating riconosciuta da Banca d’Italia e Banca Centrale Europea. La nostra cooperativa - secondo questo metodo di classificazione delle aziende in base alla loro capacità di restituire i soldi chiesti in prestito - è definita "solvibile" all’interno dell’area dell’ “Investment Grade”, area in cui vengono collocate le imprese per le quali si considera poco rischioso un investimento.

Si tratta di un risultato costruito passo passo nel corso degli ultimi, non facili, anni. La classe B1.2 ci viene infatti riconosciuta dopo due anni in cui siamo stati considerati impresa vulnerabile. Si tratta di un grande risultato che vogliamo condividere, perché è merito di tutti i soci: di chi lavora nei servizi, di chi li gestisce responsabilmente e di chi ha saputo costruire delle prassi per amministrare e rendicontare il nostro operare quotidiano in modo efficace e trasparente per le banche e gli altri attori istituzionali. Ma cosa significa B1.2? Usiamo le parole di CERVED: “Azienda caratterizzata da un’adeguata capacità di far fronte agli impegni finanziari. Il rischio di credito è relativamente contenuto.”

Vi sono imprese che, di fronte a un giudizio di CERVED come quello che abbiamo appena ricevuto, emettono altisonanti comunicati stampa con l’intento di diffondere la bella notizia tramite la pubblicazione sulle testate specializzate in finanza. Tutto ciò che a noi interessa è creare consapevolezza attorno a questo tema. Ciò che davvero ci preme è che i nostri soci e, con loro, i volontari, i beneficiari e le famiglie dei beneficiari dei nostri servizi, i simpatizzanti e gli amici siano messi al corrente del traguardo raggiunto, e del valore che esso rappresenta.

Negli ultimi anni il mondo è cambiato, e molto. E insieme al mondo, com’è ovvio, sono dovute cambiare molte altre cose, tra cui il modo di fare cooperativa. Ad esempio, la qualità dei nostri servizi resta certo una condizione essenziale e irrinunciabile ma, da sola, non è più sufficiente a guardare, come impresa cooperativa, al futuro.

Un’altra questione riguarda il rapporto con le banche e l’accesso al credito. L’accesso al credito è essenziale per mandare avanti l’impresa. Serve infatti a pagare gli stipendi in attesa che i nostri clienti saldino le fatture (il tempo medio di pagamento è 90 giorni dall’emissione), a offrire delle garanzie al cliente per i contratti che andiamo a stipulare, a  disporre di capitali per investire sul futuro.

In passato una buona relazione con i direttori delle agenzie di riferimento poteva costituire una base solida per ottenere il denaro necessario a gestire l’impresa, ovvero per accedere al credito. Dal 2008 in avanti però si è aggiunto un fattore determinante: gli accordi di Basilea. Questi accordi obbligano le banche ad accantonare del capitale ogni volta che decidono di prestarlo a qualcuno. Quanto capitale la banca deve accantonare ogni volta che presta del denaro? La quantità è determinata sulla base del rating che viene dato alla singola organizzazione o alla persona che chiede un prestito. Più un investimento è ritenuto rischioso, più sarà alta la somma che la banca deve accantonare e più alto sarà quindi il costo che l’impresa dovrà affrontare per ottenere il denaro che le serve.

Quindi un buon rating aumenta le possibilità di un’impresa di avere del denaro in prestito, di pagarlo a un basso costo, di stipulare contratti importanti con i clienti che richiedono garanzie, di trovare partner per realizzare i propri progetti, di ottenere condizioni più vantaggiose dai propri fornitori.

Ogni singolo istituto bancario ha il suo sistema di valutazione delle imprese che chiedono credito, ma spesso agisce chiedendo il rating dell’azienda alle agenzie specializzate (CERVED, Standard&Poor’s, Fitch) e sulla base di questo costruisce il proprio giudizio.

Sarà che siamo un po’ sabaudi, ma noi restiamo con i piedi per terra. Non possiamo avere certezza di quanto le banche saranno influenzate da questo giudizio di CERVED. Certamente, però, è lecito pensare che si tratti di un fatto positivo, un evento che riporta fiducia nella nostra capacità di fronteggiare le difficoltà in un contesto - quello della crisi - nel quale gli errori possono avere un costo anche molto elevato.

Da buoni sabaudi, restiamo con i piedi per terra ma non perdiamo di vista i motivi per i quali ogni giorno ci alziamo e andiamo nelle nostre strutture e in tutti i luoghi nei quali ci ostiniamo a fare quelle piccole cose che possono rendere migliore la vita di una persona fragile o in una situazione di fragilità. La buona salute della nostra impresa cooperativa significa anche una maggiore capacità di dare una mano alle persone di cui ci prendiamo cura.

Ed è per questo che ci auguriamo per il prossimo anno di proseguire su questa strada di crescita, insieme a tutti coloro che partecipano al nostro progetto.