Abbiamo chiesto ad alcuni dei ragazzi della Comunità Educativa Crescere Insieme che cosa sia secondo loro la bellezza, che cosa possiamo definire "bello". Una delle prime risposte, una delle più spontanee è stata: la vita di chi non sta qui.

In questo video, abbiamo raccolto qualche altra risposta e abbiamo registrato l'emergere un po' frenetico di un sogno: quello di dare un volto nuovo alla facciata della nostra Comunità Crescere Insieme. Un volto fatto di colore, armonia, bellezza.

Non è facile stare in un posto come questo. Se ti ci trovi, alle spalle hai una storia di fragilità, difficoltà, lacune del tuo nucleo di origine.

E se la bellezza fosse un motore rigenerativo? Se fosse davvero una fonte di resilienza? "Bisognerebbe educare la gente alla bellezza," ha detto il giornalista Peppino Impastato diversi anni fa, "perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.” Recenti scoperte in ambito neuroscientifico vanno in questa direzione: vivere in un ambiente bello stimola visioni positive, cariche di energia, della propria persona e del futuro.

Per tutti questi motivi, abbiamo deciso di circondare di bellezza i nostri ragazzi, quelli presenti e quelli futuri. Così abbiamo chiesto a due artisti di #streetart dell'associazione Il Cerchio E Le Gocce di realizzare sull'edificio della Comunità Educativa Crescere Insieme un gigantesco murales, un’opera d’arte di cui vedrete il bozzetto nel video.

Per partecipare all'acquisto del materiale, delle attrezzature, dei colori, tutto il quartiere si sta mobilitando attraverso una raccolta fondi attiva sul territorio presso numerosi esercizi commerciali.

Da venerdì 15 marzo, si può donare anche online a questo link sostieni.link/21282

L'abbraccio degli amici si sta allargando, le mani di colore moltiplicando.
Ti unisci anche tu? Dai anche tu la tua #manodicolore?

Grazie a chi ha già donato, a chi sta donando, a chi donerà, ma anche a chi condividerà il nostro appello.

#labellezzaresta #labellezzasalverailmondo

Produzioni Dal Basso
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la nostra storia_anni ’60. affidamento e patatine fritte

Cominciano in questi anni le esperienze delle prime famiglie affidatarie, quando ancora l’affido non si sa neppure che cosa sia. Queste famiglie, animate da Giuseppe ed Evelina, Renzo e Nuccia, Ercole e Clemì, ospitano nelle proprie case numerosi bambini, i cui genitori, spesso immigrati appena giunti nella città della Fiat, non sono in grado, per varie ragioni, di seguire i propri figli.

Accanto all’attività di accoglienza, si sviluppano iniziative di animazione del territorio, con una sorta di colonia domenicale. Tutte le domeniche, in una grande stanza ottenuta in uso in Viale dei Mughetti 13, decine di bimbi trovano opportunità di nutrimento, relazionale e fisico, attraverso la partecipazione a giochi e a un pranzo a base di pollo e patatine fritte, a cura delle famiglie dei volontari.

Sono anni duri e divertenti, in cui le attività vengono sostenute con l’autotassazione e parte del lavoro consiste nell’allargare la cerchia delle persone disposte a contribuire all’Associazione, con del tempo e un po’ di denaro. Le iniziative sono seguite con attenzione sempre maggiore anche dalla Pubblica Amministrazione, che ne riconosce l’importanza. Parallelamente, le esigenze di bimbi e famiglie si fanno più pressanti, richiedendo l’ideazione di un progetto nuovo, in grado di garantire accoglienza e sostegno a interi gruppi di fratelli. Occorre trovare un’idea, costruire qualcosa che preservi in questi bambini la fiducia nei legami e nell’unità della famiglia, in alternativa agli Istituti nei quali fratelli e sorelle vengono separati gli uni dagli altri. È così che nasce il Centro Base.
Intanto, per poter continuare l’attività, il gruppo che anima l’Associazione si vede costretto a utilizzare l’Ente Stillio, IPAB fondata negli anni ‘20 per aiutare i “giovani pericolanti”.