la nostra storia_anni ’60. affidamento e patatine fritte

Cominciano in questi anni le esperienze delle prime famiglie affidatarie, quando ancora l’affido non si sa neppure che cosa sia. Queste famiglie, animate da Giuseppe ed Evelina, Renzo e Nuccia, Ercole e Clemì, ospitano nelle proprie case numerosi bambini, i cui genitori, spesso immigrati appena giunti nella città della Fiat, non sono in grado, per varie ragioni, di seguire i propri figli.

Accanto all’attività di accoglienza, si sviluppano iniziative di animazione del territorio, con una sorta di colonia domenicale. Tutte le domeniche, in una grande stanza ottenuta in uso in Viale dei Mughetti 13, decine di bimbi trovano opportunità di nutrimento, relazionale e fisico, attraverso la partecipazione a giochi e a un pranzo a base di pollo e patatine fritte, a cura delle famiglie dei volontari.

Sono anni duri e divertenti, in cui le attività vengono sostenute con l’autotassazione e parte del lavoro consiste nell’allargare la cerchia delle persone disposte a contribuire all’Associazione, con del tempo e un po’ di denaro. Le iniziative sono seguite con attenzione sempre maggiore anche dalla Pubblica Amministrazione, che ne riconosce l’importanza. Parallelamente, le esigenze di bimbi e famiglie si fanno più pressanti, richiedendo l’ideazione di un progetto nuovo, in grado di garantire accoglienza e sostegno a interi gruppi di fratelli. Occorre trovare un’idea, costruire qualcosa che preservi in questi bambini la fiducia nei legami e nell’unità della famiglia, in alternativa agli Istituti nei quali fratelli e sorelle vengono separati gli uni dagli altri. È così che nasce il Centro Base.
Intanto, per poter continuare l’attività, il gruppo che anima l’Associazione si vede costretto a utilizzare l’Ente Stillio, IPAB fondata negli anni ‘20 per aiutare i “giovani pericolanti”.