3 days ago

Crescere Insieme cooperativa sociale

Perché i bambini e i ragazzi, oltre a giocare di persona, amano guardare video di gamers mentre sono impegnati a giocare?
Ecco una possibile risposta da parte di Edugamers for kids 4.0Si chiamano Walkthrough e sono guide strategiche che descrivono la soluzione di un videogioco. Si trovano facilmente su YouTube sotto forma di video e illustrano passo passo lo svolgersi del gioco, le mosse da fare per vincere. Sono uno dei tanti modi che vengono utilizzati dai giocatori per crescere nella loro abilità di gioco. Basta digitare sui motori di ricerca la parola Walkthrough seguita dal nome del gioco di proprio interesse e quasi sicuramente uscirà qualcosa.
Oggi si impara a giocare non solo usando l’esperienza degli amici, ma anche cercando le soluzioni sul web per poi imitarle, provarle e riprovarle sino a padroneggiarle.
Noi genitori ci domandiamo spesso perché i nostri figli passano tutto questo tempo a guardare video di persone che giocano? Ecco qui, almeno in parte, una risposta.
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la nostra storia_anni ’70. locali occupati alle vallette

È il giugno del 1970 quando viene inaugurato il Centro Base delle Vallette. Alla festa ci sono tutti: il Sindaco Porcellana, il Prefetto, il Questore. Il più sorpreso è il padrone di casa, l’avvocato De Zani. De Zani, presidente dell’Istituto Case Popolari, aveva concesso all’Associazione il permesso di utilizzare la sala di Viale dei Mughetti, nell’ex bar di Italia ‘61, finché non fossero iniziati i lavori di ristrutturazione dell’edificio progettati dall’Istituto.

Ma il giorno dell’inaugurazione De Zani si trova di fronte un grande alloggio con 10 posti letto, la planimetria stravolta, il vano ascensore sparito. Una delle prime strutture residenziali per minori in Italia era stata ottenuta da un’occupazione abusiva di locali pubblici. La sala, infatti, occupava solo una parte dello spazio: dietro al muro divisorio del bar c’erano altri locali. Renzo Trinello aveva chiamato un paio di operai della ditta edile che dirigeva, aveva fatto abbattere il muro e...
De Zani non si perde d’animo e spiega ai responsabili che se l’Istituto deliberasse di avviare i lavori, sarebbe necessario lo sgombero. Si impegna tuttavia a trovare un’altra sistemazione ai bambini e alle loro assistenti volontarie.
Il Centro Base ha molti amici: la Fiat regala i lettini e altri arredi; il Direttore dell’ATM, dove lavorano Ferrero e Marletti, contribuisce alla causa con donazioni generose.
Il 1° agosto ‘70 è accolto il primo bimbo. In breve i bambini residenti sono 10 - che si aggiungono a coloro che usano il servizio come moderno Centro Diurno - seguiti, oltre che dai volontari, da due assistenti che vivono con loro 24 ore su 24.
Il Centro Base rimane aperto sino al 1975.