migranti | Ndank ndank…

pirogue SenegalAmadu Giallo, 1/1/1995. No.

Amadou Jallo, 1/1/1997. No.

Amadou Diallo, 1/1/1997. Sì.

Sì, mi chiamo Amadou Diallo, cioè, porto il nome di mio nonno e si scrive così, con ou finale, perché nel mio Paese si usa il francese e ou si legge come la u in italiano. Anche il cognome è giusto, cioè, si scrive diallo, ma si legge giallo, non è come in italiano, ma non tutti lo sanno e quindi quando sono arrivato il mio nome è stato scritto così come suona. Cioè, anche io sul mio cellulare ho registrato il nome della mia educatrice così come suona: Kiara. Poi lei mi ha detto che si scrive Chiara e a scuola mi hanno insegnato che in italiano ch si pronuncia come k e invece sc come ch in francese. Cioè, è proprio tutto diverso!

Io mi chiamo Amadou Diallo, arrivo dal Senegal e sono nato nel 1997, non nel 1995. Quanti problemi per una data di nascita! Mi hanno detto che ormai sui miei documenti c'è scritto 1995 e potrò correggerla solo quando parlerò davanti alla Commissione. Cioè, il problema è che qualcosa cambia se sono minorenne o maggiorenne e forse mi faranno anche delle visite mediche al polso e ai denti per capire quanti anni ho. Mi guarderanno i denti, come si fa con i cavalli!

Comunque, io mi chiamo Amadou Diallo, ho più o meno diciotto anni e da circa un anno sono in Italia. Da grande voglio fare il calciatore, sono molto bravo, ma se non riesco a fare il calciatore mi va anche bene fare il meccanico, ma non di motorini, io voglio costruire le macchine, cioè, voglio lavorare in una grande fabbrica in cui fanno le macchine. L'anno scorso ho fatto un corso per pizzaiolo che è andato molto bene, cioè, il maestro mi ha detto che ero molto bravo! Quindi adesso, mentre aspetto l'inizio della scuola per fare il meccanico, faccio una borsa lavoro in una pizzeria: da grande non voglio fare il pizzaiolo, ma agli italiani la pizza piace tanto e se non trovo lavoro come meccanico, beh, posso fare il pizzaiolo. Ho imparato a fare tante pizze e adesso capisco anche le sigle che i miei colleghi scrivono sugli ordini: AC vuol dire acciughe e capperi, S salsiccia, 4F quattro formaggi. Cioè, i miei colleghi non hanno tempo per scrivere le parole intere e così usano delle sigle.

Mi chiamo Amadou Diallo e da grande voglio fare il calciatore. Cioè, fare il calciatore è il mio sogno, ma adesso non ho molto tempo per cercare una squadra e allenarmi: al mattino c'è la scuola di italiano, al pomeriggio il corso di informatica e alla sera vado a lavorare in pizzeria. Mi hanno detto che la borsa lavoro non è un lavoro vero, perché serve per imparare, cioè, è come una scuola, ma mi pagano e quindi per me è un lavoro. Alcuni miei amici che hanno la borsa lavoro spediscono i soldi che guadagnano alla famiglia, ma io non ho nessuno in Senegal, quindi ho deciso di mettere i soldi da parte per quando sarò grande. Cioè, piano piano ogni mese metto da parte un po' dei soldi che guadagno, così quando il mio progetto finirà avrò qualche risparmio per andare a vivere da solo e anche per comprare un computer. Piano piano, senza fretta, cioè, i soldi che arrivano in fretta sono soldi sporchi, e quei soldi io non li voglio. Nel mio Paese si dice così “ndank ndank mooy jàpp golo ci gnay”, cioè, piano piano si riesce a prendere la scimmia nella savana. Chiara mi ha detto che in Italia invece si dice “chi va piano va sano e va lontano”: io lontano non ci voglio andare, cioè, sto bene a Torino, ma il prossimo anno, quando finisce la scuola, anche io voglio andare in vacanza, non al mare però, il mare non mi piace, cioè, c'è troppo sale, l'acqua fa bruciare gli occhi e poi, di mare, io ne ho già visto troppo.