Abbiamo chiesto ad alcuni dei ragazzi della Comunità Educativa Crescere Insieme che cosa sia secondo loro la bellezza, che cosa possiamo definire "bello". Una delle prime risposte, una delle più spontanee è stata: la vita di chi non sta qui.

In questo video, abbiamo raccolto qualche altra risposta e abbiamo registrato l'emergere un po' frenetico di un sogno: quello di dare un volto nuovo alla facciata della nostra Comunità Crescere Insieme. Un volto fatto di colore, armonia, bellezza.

Non è facile stare in un posto come questo. Se ti ci trovi, alle spalle hai una storia di fragilità, difficoltà, lacune del tuo nucleo di origine.

E se la bellezza fosse un motore rigenerativo? Se fosse davvero una fonte di resilienza? "Bisognerebbe educare la gente alla bellezza," ha detto il giornalista Peppino Impastato diversi anni fa, "perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.” Recenti scoperte in ambito neuroscientifico vanno in questa direzione: vivere in un ambiente bello stimola visioni positive, cariche di energia, della propria persona e del futuro.

Per tutti questi motivi, abbiamo deciso di circondare di bellezza i nostri ragazzi, quelli presenti e quelli futuri. Così abbiamo chiesto a due artisti di #streetart dell'associazione Il Cerchio E Le Gocce di realizzare sull'edificio della Comunità Educativa Crescere Insieme un gigantesco murales, un’opera d’arte di cui vedrete il bozzetto nel video.

Per partecipare all'acquisto del materiale, delle attrezzature, dei colori, tutto il quartiere si sta mobilitando attraverso una raccolta fondi attiva sul territorio presso numerosi esercizi commerciali.

Da venerdì 15 marzo, si può donare anche online a questo link sostieni.link/21282

L'abbraccio degli amici si sta allargando, le mani di colore moltiplicando.
Ti unisci anche tu? Dai anche tu la tua #manodicolore?

Grazie a chi ha già donato, a chi sta donando, a chi donerà, ma anche a chi condividerà il nostro appello.

#labellezzaresta #labellezzasalverailmondo

Produzioni Dal Basso
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Migranti a Pinerolo: progetto RIN-saldare, dal metallo ai legami reciproci

Si chiamano Ibrahima, Cheick, Harouna e Abdoulaye e sono i quattro ragazzi che da oggi, 9 aprile, fino alla fine di maggio parteciperanno al progetto RIN-saldare.
Un progetto articolato, nato dal sogno di Harouna, originario della Costa d’Avorio, che qui in Italia segue le lezioni di italiano e di cucina al CFIQ. E lavora in alcuni locali, anche se ancora saltuariamente.

Harouna, però, aveva voglia di ricominciare a fare il saldatore come nel suo Paese, e di questo ha parlato con gli operatori di Crescere Insieme. Da cosa nasce cosa, da relazione altra relazione, e alla fine anziché optare per uno dei corsi gratuiti per saldatori trovati a Torino, abbiamo costruito qualcosa di più ambizioso.

Intanto dal solo Harouna, il percorso si è allargato anche al connazionale Cheick - che sta svolgendo uno stage presso la Biblioteca Alliaudi nell'ambito dei Tirocini Civici - e ai senegalesi Ibrahima e Abdoulaye. Poi l'idea ha preso corpo, radicandosi sul territorio pinerolese, grazie al prezioso interessamento di Luciano Gerbi e di Rosella Bortolozzo, che ci hanno messo in contatto con l’Istituto Alberti Porro. È qui, infatti, in questa scuola, che il percorso si concretizzerà.

Si tratta di uno scambio, non solo funzionale all’apprendimento delle tecniche della saldatura, ma anche alla conoscenza storica della colonizzazione francese nell’Africa del 1800 e a conversazioni in lingua francese tra i quattro migranti e gli alunni della 5A indirizzo turistico. Un vero e proprio percorso di reciproco confronto e di integrazione.

Tutto questo è reso possibile dal sostegno dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Pinerolo e dalla disponibilità della Scuola, nelle persone della Preside Loredana Grabbi, del vicepreside Emanuele Marino e dei professori che seguiranno il percorso più da vicino: per la saldatura il Prof. Ettore Morat, per lo scambio linguistico e la storia della colonizzazione francese la prof.ssa Beatrice Lella.

Un ringraziamento particolare va a Gianni Martin, presidente del Rotary Club Pinerolo, che ancora una volta sostiene il nostro progetto di accoglienza coprendo le spese di assicurazione per i quattro migranti.

Di seguito l’articolo pubblicato oggi sulla testata Vita Diocesana Pinerolese.

L’OFFICINA DELL’INTEGRAZIONE. Per quattro richiedenti asilo ospiti a Pinerolo si aprono le porte dell’Istituto Alberti-Porro