Migranti, un viaggio che non si arresta

migrantiContinuano ininterrotti gli sbarchi di migranti sulle nostre coste. Ieri sera le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia che altri 446 migranti sono sbarcati nel Mediterraneo, 540 sono giunti nel porto di Salerno e 220 sono stati salvati da due pattugliatori della Guardia di Finanza al largo dalla Libia e sono in attesa di sbarcare a Catania.
Lo sappiamo già che neppure la paura può fermare la speranza in una vita migliore, in un nuovo inizio oltre il mare. Ma tutte le volte fa lo stesso effetto. Incredulità per un fiume di persone, di vite e di sogni che non si arresta, nonostante la tragedia, la più grande di sempre, avvenuta tra sabato e domenica scorsi nel canale di Sicilia a circa 60 miglia a nord della Libia. Sono morti oltre 800 migranti (cifra dell'UNHCR) a causa - sembra - della collisione, per una manovra errata dello scafista, tra il barcone e una nave mercantile giunta in soccorso dei migranti.
Il balletto di rimpalli dei politici è cominciato all'istante, mentre sulla scena dell'ecatombe si cercavano i sopravvissuti. Tra di loro, maliani, gambiani, senegalesi, somali, eritrei e originari del Bangladesh. Anche 4 minori si sono salvati.
Per oggi è attesa una riunione del Consiglio Europeo sull'emergenza umanitaria nel Mediterraneo. Comincerà alle 16, ora italiana. Sembra che tra le proposte ci sia anche quella di organizzare delle operazioni militari per distruggere le imbarcazioni degli scafisti.
Tutto questo, mentre gli operatori dell'accoglienza sono al lavoro per garantire ai migranti i primi soccorsi in attesa di soluzioni meno provvisorie.