Prospettive Digitali, le domande aperte

Ricco di domande più che di risposte, come ogni iniziativa in cui si parli di orizzonti e di prospettive, l’appuntamento con Prospettive digitali di lunedì scorso, 27 novembre, presso la Casa della Cooperazione di corso Francia a Torino, promosso da Confcooperative Piemonte.

In una sala gremita di persone, si sono susseguiti degli interventi stimolanti per ognuno di noi, ma anche per le nostre imprese cooperative, per il loro posizionamento attuale e per il loro futuro sviluppo.

Non è facile riassumere in poche righe gli argomenti trattati. Ci pare che possa essere in qualche modo sminuente non solo per le relazioni di Roberto Vogliolo (ingegnere, coop. Ux-Men), Erika Bezzo (business coach) e Domenico Cravero (sociologo psicoterapeuta, Coop. Soc. Terramia) - che hanno esplorato, con sguardo curioso e attento all’umano, le dimensioni multiformi del rapporto tra le ultime invenzioni tecnologiche e il mondo della cooperazione -, ma anche per la tematica in sé, molto complessa e variegata.

Ci limitiamo a invitarvi a guardare due video.

Il primo, questo, è stato realizzato per il recentissimo lancio di Amazon Dash Button, un pulsante da installare nelle nostre case per rendere più semplice l’acquisto su Amazon di scorte di utilizzo quotidiano (cialde del caffè, pasta, dentifricio, carta igienica, capsule di detersivo per la lavatrice). Indubbiamente l’Amazon Dash Button può facilitare la vita dei consumatori, ma apre tutta una serie di questioni che interrogano profondamente il mondo cooperativo sul proprio possibile ruolo nelle sfide attuali e future (im)poste dal progresso.

Per citare solo alcune delle questioni: la tutela dei diritti dei lavoratori impiegati nella logistica legata all’e-commerce, il quasi azzeramento del contatto umano in questo tipo di scambi commerciali, la valutazione misurata in stelline non solo dei prodotti, ma anche delle esperienze, la protezione dei dati riferiti alle proprie abitudini di consumo sempre più preziosi e difficili da tutelare, l’utilizzo delle nuove tecnologie per diminuire la forbice tra i paesi all’avanguardia e il mondo in via di sviluppo, etc.

Prima condizione per provare ad accogliere il cambiamento senza venirne travolti è assumere un atteggiamento aperto nei confronti delle nuove tecnologie, provare a trovare gli aspetti positivi per valorizzarli in progetti ed interventi capaci di mettere al centro la persona in tutte le sue sfaccettature. Adottare, al contrario, una modalità di chiusura acritica nei confronti del nuovo e di difesa strenua di tutto ciò che sta tramontando condurrebbe a perdere delle grandi opportunità per dare concretezza alla propria mission: promuovere il benessere delle comunità.

Ma che cosa significa per la cooperazione sociale stare al passo con i tempi e accogliere il futuro? Come interpretare le sfide che ci pone?

Queste domande non possiamo che lasciarle aperte, funzioneranno come uno stimolo alla consapevolezza e alla capacità di entusiasmarsi per tutto il nuovo che l’uomo è stato e sarà capace di creare.

Per chiudere vi suggeriamo di guardare questo secondo video uscito qualche anno fa - la pubblicità di un’azienda che produce vetro - nel quale si immagina una giornata nel futuro.

E se presto provassimo anche noi - cooperatori sociali che non vendiamo vetro ma servizi alla persona - a figurarci una giornata nel futuro? La domanda è: che aiuto può dare la tecnologia a realizzare il mondo che vogliamo, più giusto e a misura d’uomo?