Successo per il seminario del decennale della Comunità Mafalda

Molto frequentato e interessante il seminario “Sciogliere nodi, riannodare storie. La cura dell’infanzia attraverso la narrazione”, che si è svolto oggi presso il Teatrino di Mafalda, a Borgo Revel di Verolengo (TO). Silvano Petrosino, docente di Teorie della Comunicazione e Filosofia Morale dell’Università Cattolica di Milano e Piacenza, nel suo bellissimo intervento ha spesso usato il termine “commovente”. La sensazione che commuove diventa esperienza. La maggior parte della vita non diventa esperienza: perché possa diventare tale, si deve ascoltare, guardare, riflettere. Con questo sguardo generatore, anche sostare davanti a una vetrina può acquistare la profondità di un’esperienza, in cui le sensazioni producono echi e onde nell’anima, restandovi tatuate. La letteratura e l’arte ci possono guidare all’apprendimento di questo sguardo. I frammenti di esperienza diventano narrazione quando si tessono - nel “testo”, appunto - in una storia di senso compiuto.

La tavola rotonda successiva - moderata da Mauro Maurino, presidente di Crescere Insieme con la partecipazione di Maria Varano, psicoterapeuta appassionata di narrazione e arteterapia, Patrizia Gamba, assistente sociale Casa dell’Affidamento di Torino, Vittoria Tibone, referente affidi e adozioni familiari CISS Chivasso e Maria Grazia Dealbera, educatrice professionale Comunità Mafalda - mette al centro del dibattito il potere salvifico della parola e della narrazione, prezioso e meraviglioso per ogni essere umano, arricchendolo con esempi di storie di giovani vite dal passato e presente difficili. È proprio attraverso l’ascolto affettuoso degli educatori, degli assistenti sociali, degli insegnanti, dei genitori affidatari o adottivi, degli adulti di riferimento che questi bambini riescono a tagliare alcuni traguardi significativi. Le parole hanno un grande potere, ma - forse proprio per questo - non sempre sono facili da tirar fuori dal groviglio di emozioni che ci abita nei momenti di maggior disagio. Un bambino si affida alla parola solo quando sente che vicino a lui c’è qualcuno che lo “tiene insieme”, lo contiene, lo ascolta, lo guarda, nel senso etimologico del termine di “guardia”, di “cura”.

Alla fine del seminario, a ognuno dei partecipanti sono stati consegnati una borsa di tela del decennale della Comunità Mafalda e un attestato di partecipazione al momento di confronto.