3 days ago

Crescere Insieme cooperativa sociale

Perché i bambini e i ragazzi, oltre a giocare di persona, amano guardare video di gamers mentre sono impegnati a giocare?
Ecco una possibile risposta da parte di Edugamers for kids 4.0Si chiamano Walkthrough e sono guide strategiche che descrivono la soluzione di un videogioco. Si trovano facilmente su YouTube sotto forma di video e illustrano passo passo lo svolgersi del gioco, le mosse da fare per vincere. Sono uno dei tanti modi che vengono utilizzati dai giocatori per crescere nella loro abilità di gioco. Basta digitare sui motori di ricerca la parola Walkthrough seguita dal nome del gioco di proprio interesse e quasi sicuramente uscirà qualcosa.
Oggi si impara a giocare non solo usando l’esperienza degli amici, ma anche cercando le soluzioni sul web per poi imitarle, provarle e riprovarle sino a padroneggiarle.
Noi genitori ci domandiamo spesso perché i nostri figli passano tutto questo tempo a guardare video di persone che giocano? Ecco qui, almeno in parte, una risposta.
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12 mesi di diversità

Comunità come piccola città, comunità come unione di persone,
comunità come luogo di ritrovo e confronto, comunità come condivisione di storie di vita, comunità con norme specifiche.
Se dico comunità educativa per adolescenti non mi sembra poi così diverso:
bisogna solo aggiungere altre milioni di declinazioni e sfumature!

Vivere in una comunità vuol dire vivere sotto uno stesso tetto, negli stessi ambienti, mangiare gli stessi pasti, avere delle regole comuni da rispettare,
cercare di avere buoni rapporti con tutti i coinquilini.
Vuol dire anche organizzare turni, creare e mantenere contatti con i Servizi del territorio, vuol dire far quadrare i bilanci, vuol dire gestire innumerevoli aspetti burocratici, che certe volte rubano tempo... troppo tempo!

Poi ci sono le diversità umane, quelle che in realtà fondano le comunità,
quelle che riempiono, inondano gli spazi e le ore del giorno.
Queste diversità umane esplodono in emozioni, reazioni, parole, silenzi, lacrime, urla, porte che sbattono, musi lunghi, mani, risate...

Il Servizio Civile è stata per me una tappa decisamente impegnativa ma soddisfacente per stare in queste dinamiche; un vortice di scambio, di vicinanza e di affetto con i tanti ragazzi incontrati, ognuno con la sua piccola storia di vita.

Ma esperienza è stata anche per osservare le modalità dell'essere educatore e potermi interrogare sul mio essere, poter agire, agire e divenire. Mi sono sentita decisamente integrata e accolta nell'ambiente e posso dire di aver migliorato la capacità di relazione con l'altro e allo stesso tempo dello stare in gruppo. Ho avuto la possibilità di entrare in relazione con moltissime diversità umane, culturali, professionali, di potermi mettere in azione con risorse già in possesso, ma anche di provare a scontrarmi con i miei limiti, le mie difficoltà, le mie paure e acquisire nuove competenze e strumenti anche per affrontare le mie fragilità.

Mi mancherà quella sensazione di pienezza, di vite, varcata la soglia della comunità: mi mancheranno i ragazzi che mi hanno accompagnato in questo percorso proprio con le loro emozioni, la loro vitalità e vivacità, i loro sguardi, i loro sorrisi, le loro parole.
Ma anche per loro spero il percorso in comunità sia solo una breve ma profonda esperienza da cui poter trarre il meglio per crescere, se non ora, anche più in là!

Lara