Abbiamo chiesto ad alcuni dei ragazzi della Comunità Educativa Crescere Insieme che cosa sia secondo loro la bellezza, che cosa possiamo definire "bello". Una delle prime risposte, una delle più spontanee è stata: la vita di chi non sta qui.

In questo video, abbiamo raccolto qualche altra risposta e abbiamo registrato l'emergere un po' frenetico di un sogno: quello di dare un volto nuovo alla facciata della nostra Comunità Crescere Insieme. Un volto fatto di colore, armonia, bellezza.

Non è facile stare in un posto come questo. Se ti ci trovi, alle spalle hai una storia di fragilità, difficoltà, lacune del tuo nucleo di origine.

E se la bellezza fosse un motore rigenerativo? Se fosse davvero una fonte di resilienza? "Bisognerebbe educare la gente alla bellezza," ha detto il giornalista Peppino Impastato diversi anni fa, "perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.” Recenti scoperte in ambito neuroscientifico vanno in questa direzione: vivere in un ambiente bello stimola visioni positive, cariche di energia, della propria persona e del futuro.

Per tutti questi motivi, abbiamo deciso di circondare di bellezza i nostri ragazzi, quelli presenti e quelli futuri. Così abbiamo chiesto a due artisti di #streetart dell'associazione Il Cerchio E Le Gocce di realizzare sull'edificio della Comunità Educativa Crescere Insieme un gigantesco murales, un’opera d’arte di cui vedrete il bozzetto nel video.

Per partecipare all'acquisto del materiale, delle attrezzature, dei colori, tutto il quartiere si sta mobilitando attraverso una raccolta fondi attiva sul territorio presso numerosi esercizi commerciali.

Da venerdì 15 marzo, si può donare anche online a questo link sostieni.link/21282

L'abbraccio degli amici si sta allargando, le mani di colore moltiplicando.
Ti unisci anche tu? Dai anche tu la tua #manodicolore?

Grazie a chi ha già donato, a chi sta donando, a chi donerà, ma anche a chi condividerà il nostro appello.

#labellezzaresta #labellezzasalverailmondo

Produzioni Dal Basso
... See MoreSee Less

View on Facebook
AENOR
Privacy Policy

12 mesi di diversità

Comunità come piccola città, comunità come unione di persone,
comunità come luogo di ritrovo e confronto, comunità come condivisione di storie di vita, comunità con norme specifiche.
Se dico comunità educativa per adolescenti non mi sembra poi così diverso:
bisogna solo aggiungere altre milioni di declinazioni e sfumature!

Vivere in una comunità vuol dire vivere sotto uno stesso tetto, negli stessi ambienti, mangiare gli stessi pasti, avere delle regole comuni da rispettare,
cercare di avere buoni rapporti con tutti i coinquilini.
Vuol dire anche organizzare turni, creare e mantenere contatti con i Servizi del territorio, vuol dire far quadrare i bilanci, vuol dire gestire innumerevoli aspetti burocratici, che certe volte rubano tempo... troppo tempo!

Poi ci sono le diversità umane, quelle che in realtà fondano le comunità,
quelle che riempiono, inondano gli spazi e le ore del giorno.
Queste diversità umane esplodono in emozioni, reazioni, parole, silenzi, lacrime, urla, porte che sbattono, musi lunghi, mani, risate...

Il Servizio Civile è stata per me una tappa decisamente impegnativa ma soddisfacente per stare in queste dinamiche; un vortice di scambio, di vicinanza e di affetto con i tanti ragazzi incontrati, ognuno con la sua piccola storia di vita.

Ma esperienza è stata anche per osservare le modalità dell'essere educatore e potermi interrogare sul mio essere, poter agire, agire e divenire. Mi sono sentita decisamente integrata e accolta nell'ambiente e posso dire di aver migliorato la capacità di relazione con l'altro e allo stesso tempo dello stare in gruppo. Ho avuto la possibilità di entrare in relazione con moltissime diversità umane, culturali, professionali, di potermi mettere in azione con risorse già in possesso, ma anche di provare a scontrarmi con i miei limiti, le mie difficoltà, le mie paure e acquisire nuove competenze e strumenti anche per affrontare le mie fragilità.

Mi mancherà quella sensazione di pienezza, di vite, varcata la soglia della comunità: mi mancheranno i ragazzi che mi hanno accompagnato in questo percorso proprio con le loro emozioni, la loro vitalità e vivacità, i loro sguardi, i loro sorrisi, le loro parole.
Ma anche per loro spero il percorso in comunità sia solo una breve ma profonda esperienza da cui poter trarre il meglio per crescere, se non ora, anche più in là!

Lara