3 days ago

Crescere Insieme cooperativa sociale

Perché i bambini e i ragazzi, oltre a giocare di persona, amano guardare video di gamers mentre sono impegnati a giocare?
Ecco una possibile risposta da parte di Edugamers for kids 4.0Si chiamano Walkthrough e sono guide strategiche che descrivono la soluzione di un videogioco. Si trovano facilmente su YouTube sotto forma di video e illustrano passo passo lo svolgersi del gioco, le mosse da fare per vincere. Sono uno dei tanti modi che vengono utilizzati dai giocatori per crescere nella loro abilità di gioco. Basta digitare sui motori di ricerca la parola Walkthrough seguita dal nome del gioco di proprio interesse e quasi sicuramente uscirà qualcosa.
Oggi si impara a giocare non solo usando l’esperienza degli amici, ma anche cercando le soluzioni sul web per poi imitarle, provarle e riprovarle sino a padroneggiarle.
Noi genitori ci domandiamo spesso perché i nostri figli passano tutto questo tempo a guardare video di persone che giocano? Ecco qui, almeno in parte, una risposta.
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Mediazione penale e giustizia riparativa per minori

È possibile trovare online, sul sito dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, un interessante documento: La mediazione penale e altri percorsi di giustizia riparativa nel procedimento penale minorile, curato dall’ufficio dell’Authority e da una commissione istituita appositamente, con il coordinamento della Garante Filomena Albano.

Il volume raccoglie alcune raccomandazioni e proposte in merito alla mediazione penale e alla giustizia riparativa in relazione ai reati commessi da minorenni. L’obiettivo è quello di far incontrare due modalità diverse di giustizia, quella tradizionale di tipo punitivo e quella, più innovativa, di tipo riparativo. Questa, attraverso la mediazione penale, cerca - dove e se possibile - di ricomporre ciò che si è spezzato, puntando sulla responsabilizzazione.

Le raccomandazioni sono suddivise, oltre che per destinatari, secondo varie aree tematiche. Il documento è il frutto di una serie di incontri che il Garante per l’infanzia ha avuto con “addetti ai lavori”, ovvero magistrati, avvocati, assistenti sociali, docenti universitari e mediatori, coinvolgendo i Tribunali per i Minorenni e le loro Procure.