Abbiamo chiesto ad alcuni dei ragazzi della Comunità Educativa Crescere Insieme che cosa sia secondo loro la bellezza, che cosa possiamo definire "bello". Una delle prime risposte, una delle più spontanee è stata: la vita di chi non sta qui.

In questo video, abbiamo raccolto qualche altra risposta e abbiamo registrato l'emergere un po' frenetico di un sogno: quello di dare un volto nuovo alla facciata della nostra Comunità Crescere Insieme. Un volto fatto di colore, armonia, bellezza.

Non è facile stare in un posto come questo. Se ti ci trovi, alle spalle hai una storia di fragilità, difficoltà, lacune del tuo nucleo di origine.

E se la bellezza fosse un motore rigenerativo? Se fosse davvero una fonte di resilienza? "Bisognerebbe educare la gente alla bellezza," ha detto il giornalista Peppino Impastato diversi anni fa, "perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.” Recenti scoperte in ambito neuroscientifico vanno in questa direzione: vivere in un ambiente bello stimola visioni positive, cariche di energia, della propria persona e del futuro.

Per tutti questi motivi, abbiamo deciso di circondare di bellezza i nostri ragazzi, quelli presenti e quelli futuri. Così abbiamo chiesto a due artisti di #streetart dell'associazione Il Cerchio E Le Gocce di realizzare sull'edificio della Comunità Educativa Crescere Insieme un gigantesco murales, un’opera d’arte di cui vedrete il bozzetto nel video.

Per partecipare all'acquisto del materiale, delle attrezzature, dei colori, tutto il quartiere si sta mobilitando attraverso una raccolta fondi attiva sul territorio presso numerosi esercizi commerciali.

Da venerdì 15 marzo, si può donare anche online a questo link sostieni.link/21282

L'abbraccio degli amici si sta allargando, le mani di colore moltiplicando.
Ti unisci anche tu? Dai anche tu la tua #manodicolore?

Grazie a chi ha già donato, a chi sta donando, a chi donerà, ma anche a chi condividerà il nostro appello.

#labellezzaresta #labellezzasalverailmondo

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Metamorfosi, quando l’arte aiuta autostima e fiducia

Metamorfosi è il nome del laboratorio condotto in una scuola dell’infanzia dell’eporediese. Nulla finisce, tutto cambia. Qualunque materiale può essere riutilizzato e trasformato ed è ciò che è avvenuto tra i piccoli banchi dell’asilo. I bambini si sono cimentati nella creazione e riproduzione di opere d’arte di Klimt, Picasso, Van Gogh, Kandinskij e molti altri, usando ritagli di carte, plastica, alluminio, stoffe, sughero e colori.

Charles Baudelaire affermava che “il genio è l’infanzia ritrovata con un atto di volontà”. Per condurre un laboratorio è necessario far vivere il bambino che è in noi, oltre a nutrire e coltivare la fiducia nelle capacità che solo i bambini hanno. 

Grazie all’uso del colore i piccoli sono riusciti a sperimentare le proprie emozioni e a creare delle vere e proprie opere d’arte finendo così per dimenticare i loro complessi e le loro inibizioni.

La scelta dell’arte come filo rosso ha permesso di realizzare un’opera comune, tanti quadri e tanti oggetti fatti con materiale di scarto, mostrati successivamente a parenti e amici. I lavori dei bambini erano troppo belli per essere custoditi in una cartellina ed è così che è nata l’idea di fare una mostra per esporre tutte le opere. Hervé Tullet afferma che trasformare un laboratorio in una mostra è un progetto ambizioso che richiede molto tempo e lavoro, a grandi e piccini, ma collocare le creazioni in un luogo dove tutti le vedano significa attribuire loro una certa durata, una dimensione museale molto gratificante per i bambini. 

L’obiettivo educativo dei lavoratori d’arte è quello di restituire ai bambini l’idea di bello, far sentire ogni fanciullo appagato di fronte al proprio lavoro aiutandolo a sviluppare autostima, fiducia in se stesso e piacere, perché se si vive il laboratorio d’arte come mezzo, come gioco (come lo intendeva Bruno Munari) e non come fine, allora è lì che il bambino apprende e avrà sempre voglia di scoprire e sperimentarsi ancora.