3 days ago

Crescere Insieme cooperativa sociale

Perché i bambini e i ragazzi, oltre a giocare di persona, amano guardare video di gamers mentre sono impegnati a giocare?
Ecco una possibile risposta da parte di Edugamers for kids 4.0Si chiamano Walkthrough e sono guide strategiche che descrivono la soluzione di un videogioco. Si trovano facilmente su YouTube sotto forma di video e illustrano passo passo lo svolgersi del gioco, le mosse da fare per vincere. Sono uno dei tanti modi che vengono utilizzati dai giocatori per crescere nella loro abilità di gioco. Basta digitare sui motori di ricerca la parola Walkthrough seguita dal nome del gioco di proprio interesse e quasi sicuramente uscirà qualcosa.
Oggi si impara a giocare non solo usando l’esperienza degli amici, ma anche cercando le soluzioni sul web per poi imitarle, provarle e riprovarle sino a padroneggiarle.
Noi genitori ci domandiamo spesso perché i nostri figli passano tutto questo tempo a guardare video di persone che giocano? Ecco qui, almeno in parte, una risposta.
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Metamorfosi, quando l’arte aiuta autostima e fiducia

Metamorfosi è il nome del laboratorio condotto in una scuola dell’infanzia dell’eporediese. Nulla finisce, tutto cambia. Qualunque materiale può essere riutilizzato e trasformato ed è ciò che è avvenuto tra i piccoli banchi dell’asilo. I bambini si sono cimentati nella creazione e riproduzione di opere d’arte di Klimt, Picasso, Van Gogh, Kandinskij e molti altri, usando ritagli di carte, plastica, alluminio, stoffe, sughero e colori.

Charles Baudelaire affermava che “il genio è l’infanzia ritrovata con un atto di volontà”. Per condurre un laboratorio è necessario far vivere il bambino che è in noi, oltre a nutrire e coltivare la fiducia nelle capacità che solo i bambini hanno. 

Grazie all’uso del colore i piccoli sono riusciti a sperimentare le proprie emozioni e a creare delle vere e proprie opere d’arte finendo così per dimenticare i loro complessi e le loro inibizioni.

La scelta dell’arte come filo rosso ha permesso di realizzare un’opera comune, tanti quadri e tanti oggetti fatti con materiale di scarto, mostrati successivamente a parenti e amici. I lavori dei bambini erano troppo belli per essere custoditi in una cartellina ed è così che è nata l’idea di fare una mostra per esporre tutte le opere. Hervé Tullet afferma che trasformare un laboratorio in una mostra è un progetto ambizioso che richiede molto tempo e lavoro, a grandi e piccini, ma collocare le creazioni in un luogo dove tutti le vedano significa attribuire loro una certa durata, una dimensione museale molto gratificante per i bambini. 

L’obiettivo educativo dei lavoratori d’arte è quello di restituire ai bambini l’idea di bello, far sentire ogni fanciullo appagato di fronte al proprio lavoro aiutandolo a sviluppare autostima, fiducia in se stesso e piacere, perché se si vive il laboratorio d’arte come mezzo, come gioco (come lo intendeva Bruno Munari) e non come fine, allora è lì che il bambino apprende e avrà sempre voglia di scoprire e sperimentarsi ancora.