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Servizio Civile: Grazie Lara, grazie Marta!

Una serata tutta di petto, fatta di emozioni, ricordi, lacrime, sorrisi, abbracci forti forti.
Eh già. Quando fai la cena di saluto a due ragazze così, non puoi aspettarti qualcosa di diverso. Nel loro lavoro non ci hanno messo solo la testa, ma tanto tanto cuore. E adesso sarà dura fare a meno di loro.
Sono loro, le nostre Lara e Marta, le ragazze che all’inizio ci confondevamo a chiamare. Davano il nome dell'una all’altra e viceversa (come d’altronde succede con tutte le nostre civiliste!). Sono quelle che abbiamo imparato a conoscere (e loro anche hanno imparato a conoscere noi). Sono quelle che quando ti serviva una mano, erano subito pronte a fare, accompagnare, studiare. Indispensabili a noi educatori come occhi, orecchie e acute osservatrici.
Come spesso capita, quando si intraprende una tale esperienza, quello che si riceve supera di gran lunga le aspettative, come traspare dalle parole stesse delle nostre festeggiate.“La comunità," dicono, "è fatta di spazi di condivisione che possono appartenere a chi li abita. Un luogo pensato per accogliere e per contenere le tante storie che si incrociano tra quelle mura. I contorni solidi, tra muri e cancelli, ma soprattutto fatti di regole e di limiti rappresentano le fondamenta su cui si può costruire un pezzo di storia da cui ripartire, e in cui ci si può sentire liberi di esprimere se stessi”. E ancora: “Poi ci sono le diversità umane, quelle che in realtà fondano le comunità, quelle che riempiono, inondano gli spazi e le ore del giorno. Queste diversità umane esplodono in emozioni, reazioni, parole, silenzi, lacrime, urla, porte che sbattono, musi lunghi, mani, risate”.
Queste parole cariche di emozioni rappresentano l’immagine dell’impronta che loro stesse, consapevoli o meno, hanno lasciato nel cuore dei nostri ragazzi. Anche loro, come le nostre due splendide civiliste, si sono commossi durante il momento dei saluti, in un abbraccio che sembrava non finire mai. Come per dire: “Restate qui un altro po’, solo un altro po’!”
Hanno dato tanto a noi educatori e ai nostri ragazzi che ringraziarle non è sufficiente. Eppure è l’unica cosa che possiamo fare, oltre a tenercele strette nel cuore per sempre.

Leggi la testimonianza di Lara
Leggi la testimonianza di Alessia (Comunità Educativa Mafalda)